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Il Viaggio di Dante e la Bhagavad-gita

Il Viaggio di Dante e la Bhagavad-gita

‘L’amor che move il sole e l’altre stelle.’
Nella prestigiosa cornice storico-artistica del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, Marco Ferrini terrà una conferenza nella quale dialogheranno la Divina Commedia e la Bhagavad-Gita, universali monumenti del pensiero occidentale e orientale che, a distanza di molti secoli, ancora ispirano l’uomo moderno nel suo anelito di evoluzione e realizzazione, sia dal punto di vista laico che religioso.
Esplorando le convergenze esistenziali tra queste due opere di filosofia perenne, i partecipanti avranno l’opportunità di fare un viaggio in altre dimensioni che rappresentano differenti livelli di coscienza nella ricerca del senso della vita.
La Commedia e la Gita sono un compendio d’insegnamenti cosmogonici, antropologici ed escatologici, di filosofia, psicologia, etica e spiritualità. L’intreccio di queste tematiche esprime la sostanziale continuità tra i diversi piani dell’essere e la fitta serie di corrispondenze fra micro e macrocosmo.
Se è vero che un’opera è grande nella misura in cui fornisce strumenti teorici e pratici per poter realizzare livelli alti di consapevolezza, e se offre concetti, suggestioni, modelli di vita adatti ad affrontare e risolvere i problemi esistenziali dell’individuo e quelli più complessi della società, allora non è azzardato affermare che la Commedia e la Gita sono scritti di intramontabile valore.
L’intento dell’incontro è il disvelamento del significato congiunto delle due opere oltre i noti contenuti storico-letterari e i caratteri di Dante e di Arjuna non solo come pragmatici uomini di Stato ma anche come appassionati ricercatori che, oltre l’adempimento dei loro doveri nel mondo, anelano a realizzare la dimensione spirituale dell’uomo senza negarne l’umanità nel viaggio che dalla selva oscura conduce all’illuminazione e all’amore immortale.
‘La mia vita non è stata che una serie di tragedie esteriori, e se queste non hanno lasciato su di me nessuna traccia visibile, indelebile, è dovuto al’insegnamento della Bhagavad-gita.’
Mahatma Gandhi

di Shriman Matsyavatara Prabhu

Shriman Matsyavatara Prabhu

Shriman Matsyavatara Prabhu

Secondo l’Ayurveda, l’aria (vayu) e lo spazio (akasha) sono due caratteristiche fondamentali della mente. Lo spazio (akasha) è necessario per l’apertura mentale, l’aria (vayu) per il movimento; la mente è infatti molto mobile, molto rapida. In questo senso potremmo paragonarla al cielo, un cielo spesso coperto di nubi, che in questa metafora rappresentano i dubbi, le incertezze, gli insuccessi accumulati dall’individuo. In una condizione di conflittualità interiore, di incoerenza tra le aspirazioni profonde dell’anima e le richieste perentorie dei sensi, la mente si muove rapidamente, bruscamente, oscillando di continuo da un oggetto all’altro, incapace di finalizzarsi in una direzione precisa; il movimento, realtà che ha un suo senso positivo, scade così al livello patologico di mera motilità, ed è di conseguenza causa di esperienze dolorose. Questo rimbalzare incontrollato, senza coerenza, senza progetto, è ben visibile negli attacchi di ansia, di panico, di angoscia. La perdita di speranza nella capacità di superare i propri limiti, lo scoraggiamento, sono esperienze che chiudono il cielo mentale. La persona che vive in un ambiente ristretto, fisico o psichico che sia, è infatti generalmente depressa. Sul piano clinico le depressioni sono modificazioni del campo mentale in senso restrittivo, causate da sbandamenti emotivi che legano sempre più ad identificazioni erronee ed effimere, principale motivo di incatenamento al ciclo di nascite e morti (samsara). La natura dell’anima invece è felicità, beatitudine, senza sbalzi né discontinuità, per questo non è soggetta né a depressioni né a eccitazioni, entrambi sintomi di inappagamento profondo e di mancanza di armonia nell’individuo. L’aria, l’acqua, il cibo, sono elementi a noi essenziali perché è di questi elementi che il nostro corpo è costituito. Siamo incapsulati negli elementi, dice la Bhagavad-gita, XV.7: L’essere vivente nel mondo della vita condizionata è un mio frammento eterno, ma lotta contro i sensi e la mente situati [generati] nella prakriti. Eppure esiste una via per liberarsi, per sfuggire ai condizionamenti di questa esistenza costretta, poiché anche gli elementi materiali, ben descritti nella filosofia Samkhya, originariamente non sono forza caotica, bensì energia di matrice divina. Ciò è ben spiegato nella letteratura upanishadica, che descrive in più passi, con un linguaggio simbolico e suggestivo, come nell’uomo e in ogni creatura siano presenti quegli stessi elementi che costituiscono l’universo, e come questi elementi siano di origine divina, ciascuno addirittura presieduto da una particolare manifestazione del Divino: “Le divinità, una volta generate, si precipitarono nel grande oceano [della vita] …[il Creatore] portò loro un uomo […] quindi disse loro: “Entrate ognuna nella sua dimora!”. Il fuoco, fattosi parola, penetrò nella bocca; il vento, fattosi respiro, penetrò nelle narici, il sole, fattosi vista, penetrò negli occhi; i punti cardinali, fattisi udito, penetrarono nelle orecchie; le erbe e le piante, fattesi peli, penetrarono nella pelle; la luna, fattasi pensiero, penetrò nel cuore; la morte, fattasi apana, penetrò nell’ombelico; le acque, fattesi seme, penetrarono nel membro virile…”. Nelle persone più dotate di visione, più libere dagli attaccamenti e dai condizionamenti, movimento e rapidità della mente si associano alla coerenza tra pensiero, parola e azione. C’è un piano, un progetto cui partecipano anche gli elementi di questa cosiddetta prigione, visibile nell’ordine che mantiene ogni componente di questa dimensione di realtà. L’evasione è a portata di mano se il disegno divino della realtà che ci circonda viene svelato; ciò può avvenire soltanto grazie allo sviluppo della consapevolezza e ad una visione elevata, che conducono verso la liberazione della Vita dalla crisalide della materia. Tale liberazione del sé spirituale, atman, viene tradizionalmente definita con il termine moksha, che corrisponde al kaivalya degli Yoga-sutra. La vista e il respiro sono entrambi collegati alla mente; esiste una visualizzazione interiore più elevata, ma c’è anche una visualizzazione esteriore che aiuta quella interiore. La visione di bei paesaggi naturali, ad esempio, aiuta ad espandere la mente, soprattutto se accompagnata da un impegno costante nella ricerca del sé e dalla compagnia di persone evolute. Simili visioni hanno da sempre costituito una componente importante nella vita di molti spiritualisti, soprattutto yogi, in quanto i luoghi di bellezza naturale agevolano l’ espandersi della mente e i moti lieti dell’animo. Visioni, attività e compagnie profondamente oneste e sincere portano alla guarigione, anche da gravi disturbi della personalità. I rimedi allopatici hanno effetti limitati e dovrebbero essere utilizzati solo in casi estremi, perché la cura funziona meglio se è attiva, vale a dire se la persona viene stimolata a lavorare su di sé, sugli atteggiamenti e sulle abitudini scorrette che hanno generato la malattia, a reimpostare consapevolmente la propria vita. Questo atteggiamento crea le giuste condizioni per dialogare, comprendere verità e trovare soluzioni ai problemi. Molte delle problematiche e delle cosiddette necessità di cui facciamo esperienza nella nostra società sono inesistenti, fantomatiche, ma le influenze della collettività, della magnetizzante comunicazione dei media, delle cattive compagnie, le rendono più reali di quanto non siano. E’ proprio per tentare di soddisfare bisogni irreali e quindi artificiali che gli individui affrontano molte frustrazioni e sofferenze. La fede (nella cura, in sé stessi, nel prossimo, nell’ordine naturale che assicura armonia al creato, nel Divino) rafforza la guarigione. Per sviluppare fede è necessario conoscere la scienza della vita, frequentare persone che siano ben indirizzate sul sentiero della guarigione ed ascoltare da loro esperienze di una differente dimensione di realtà. La guarigione dai disturbi della personalità può avvenire più facilmente in un’ottica olistica, che armonizzi i piani fisico, psicologico, sociale, economico e relazionale con la visione spirituale. La qualità fondamentale da sviluppare è l’equilibrio, strumento di superamento degli opposti, quindi di trascendenza. Nella Bhagavad-gita, Krishna parla dei condizionamenti provocati dalle tre influenze della natura materiale: ignoranza, passione e virtù. Le persone non vengono condizionate soltanto da tamas, che produce inerzia e paralizza la coscienza, né solo da rajas, che genera l’azione caotica e agitata ma, paradossalmente, anche da sattva; questa situazione si manifesta nell’attaccamento al senso di benessere che, se non trasceso e quindi portato al suo stato di effettiva purezza attraverso la bhakti , può anch’esso risultare un ostacolo sulla via della perfezione. Brutto e bello, attrazione (raga) e repulsione (dvesha) sono coppie di opposti (dvandva), cause di condizionamento e infine di dolore. L’obiettivo della realizzazione spirituale è quello di superare ogni coppia di opposti, per poter contemplare anche la bellezza e il benessere in maniera distaccata. Il piacere, se incanalato verso la realizzazione spirituale, non costituisce una diminuzione della disciplina (sadhana) o della rigorosa coerenza (tapas) anzi, contribuisce ad espandere la coscienza. Nel decimo capitolo della Bhagavad-gita il Divino viene descritto anche in termini di bellezze naturali; Krishna afferma, ad esempio, di essere lo splendore del sole e della luna, ed anche l’Himalaya, oppure il mare . Più che indicazioni geografico-culturali, si tratta di categorie della nostra esperienza nel mondo sensibile che si impongono per presenza e magnificenza, rappresentando dunque l’aspetto eccelso del fenomenico. Ecco allora che il Divino assume caratteristiche di onnipresenza, non in senso panteistico, quanto piuttosto come radice unica e spirituale di ogni manifestazione. Contemplare paesaggi naturali con un elevato livello di coscienza equivale ad ammirare ed apprezzare ovunque la potenza e la magnificenza di Dio, interno ed esterno ad ogni realtà oggettiva.

tratto da http://culturavaishnava.blogspot.com/2009/03/il-mondo-dentro-e-il-mondo-fuori-di.html

E’ nato il sito dedicato al progetto di Seminari in India del CSB “Viaggi dell’Anima”.

Il prossimo seminario è dal 17 ortobre al 3 novembre 2009 e si intitola “Alla Ricerca del Sacro”; sul sito www.viaggidellanima.com ci sono tutti i dettagli…

Haribol a tutti!

Video preso dal canale CSB su YouTube dove Shriman Matsyavatara Prabhu presenta il seminario che ci sarà a Villa Vrindavana questa estate.

da dandavats.com

By Deavaki Prana Das
*Iskcon Vrindaban Represents Srila Prabhupada at SyamaKunda*
Dear Respected Vaisnavas, All glories to Srila Prabhupada All glories to Sri Guru and Sri Gauranga All glories to Sri Radha Kunda and Sri Syamakunda
The latest update with the cleaning of the kundas is that a main emphasis has now been placed on Syama Kunda with the drainage, rebuilding of the stairs, entrance gates, stone rails on the gazebos, and the relocation of the sacred kunda tilak from Vajra-kunda.
This kunda was created by Krsna’s right heal in its advent. Some local sadhus say it was named after Vajranabha, Lord Krsna’s grandson, while others say it was named after Lord Indra’s Vajra(thunderbolt) weapon, when Indra threw his weapon down at this place to help Krsna create Syama Kunda. King Vajranabha, who desired to glorify the Lord excavated Syama Kunda, he constructed an eight foot high, and sixty foot square sandstone boundary wall around the original kunda, wide enough for people to walk along. Sometimes during the hot summer months when the water level goes down, this sandstone structure can be seen. Presently one can have full darshan of this edifice.
The government is developing the entire area around Govardhana Hill and is focussing on some kunda restoration work, unfortunately their work is slow and mysteriously some crores of rupees have disappeared from the allocated funds for the cleaning which means the work will undergo sporadic delays. The latest news is that the cleaning will drag on all the way to kartika, when the operation will finally focus on Radha kunda. Could be an interesting Bahulastami celebration this year with so little kunda water!… let us see.
Daily various brajavasi and vaisnava camps have come to assist, to take advantage of this bhakti seva. This is the real reason for this cleaning, allowing one and all some direct Goloka sevas. Yesterday we were honoured with Iskcon Vrindaban, Iskcon Govardhan, and Gopal mandir’s contributions , with around 150 devotees all up(even a few Mayapur vasis were in attendance) representing Srila Prabhupada in the morning hours at Syama Kunda.
Two main double lines were formed with men on the one side and women on the other of each, bringing bucket after bucket, hand to hand from the center of Vajra Kunda to the outside, up the 31 stairs to a temple court yard in to a 1 1/2 foot deep pool of mud(which felt just like condensed butter), while the other line placed the tilak in an alley to be picked up by a tractor rig. They say of late 250 tractor loads of mud have been relocated. This is reminiscent of the Gundica marjana lila in the CC, where devotees would line up side by side to bring water into the temple. Here the stronger stood within the kunda and began the bucket chain outward. A melodious kirtan issued forth giving momentum to the yajna. Gaura Nitai and a murti of Srila Prabhupada presided over this seva puja, a very unifying and jovial atmosphere of chanting and mud fun.
Quite honestly many groups have come, but from this team a most unmistakable ‘Prabhupada presence’ was felt, a power impact at the Kunda to the amazement of many Brajavasi on lookers. Even one baba at the top wall asked “When will you all come back again?” Great public relations in service to His Divine Grace!
Everyone could appreciate that there was a ‘unique offering’ at hand. We humbly ask which will be the next yatra to come represent Srila Prabhupada at this time?
This Goloka seva can be likened to placing a ‘tulsi leaf’ on all your other devotional offerings in life. We can not say that we may be allowed enter Goloka in the next life, however this dhama seva or especially these kunda sevas are non different to the Vaikuntha Goloka sevas. A direct offering can be deposited here by even while we drive these selfsame material bodies.
Anyone who may interested to spend any time to at least take darshan can stay with us at Navina Kishore mandir(first left down the alley past Gopal mandir across the street behind the blue iron gate at the end of the alley). Please call me(Devaki) at 09359329301, we have an entire building of 8 rooms available where people can stay for free if they come for kunda seva.
Also if any one would like more detailed photos then please email me.
Jaya Sri Radhe Your servant, Devaki Prana dasa

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Un piatto di cibo offerto a Dio

Un piatto di cibo offerto a Dio

Shrila Prabhupada mentre cucina

Shrila Prabhupada mentre cucina

1)
Nama om vishnu-padaya
Krishna-presthaya bhutale
Srimate bhaktivedanta
Svamin iti namine

“Offro i miei rispettosi omaggi a Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, che e’ molto caro a Sri Krishna, poiche’ ha preso rifugio ai Suoi piedi di loto“.

2)
Namas te sarasvate devam
Gaura–vani-pracharine
Nirvisesha–sunyavadi
Paschatya-desa tarine

“I nostri rispettosi omaggi a te, o maestro spirituale, servitore di Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami. Tu stai gentilmente predicando il messaggio di Sri Caitanya e stai liberando i Paesi occidentali, invasi dall’impersonalismo e dal nichilismo”.

Shri Gaura Nitai

Shri Gaura Nitai

3)
Namo maha vadanyaya
Krishna-prema–pradaya te
Krishnaya Krishna–Caitanya
Namne gaura-tvise namaha

“Offro i miei rispettosi omaggi al Signore Supremo, Sri Krishna Caitanya, che e’ l’incarnazione piu’ magnanima di Krishna Stesso; infatti Egli concede liberamente cio’ che nessun altro ha mai concesso, il puro amore per Krishna”.

Shri Radha Govinda

Shri Radha Govinda

4)
Namo-brahmanya-devaya
Go brahmana hitaya ca
Jagad–hitaya Krishnaya
Govindaya namo namaha

“Offro I miei rispettosi omaggi alla suprema Verita’ Assoluta, Krishna, che e’ il benefattore delle mucche, dei brahmana e di tutti gli esseri viventi. Offro i miei ripetuti omaggi a Govinda (Krishna), che e’ la fonte di piacere per i sensi di tutti gli esseri“.